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Tracce concorsuali concorso notarile a 500 posti (D.D.G. 21/04/2016)

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SOCIETARIO

23/11/2016

La società Alfa S.p.A., con sede in Roma, via Aurelia n. 1, svolge attività di autotrasporti e ha un capitale sociale di euro 500.000,00, diviso in 500.000 azioni del valore nominale di 1 euro ciascuna, così suddiviso:

– i soci Primo, Secondo, Terzo e Turillo detengono centomila azioni ciascuno, mentre le restanti centomila azioni sono detenute dalla stessa società.

Lo statuto prevede che, in aggiunta alla riserva legale, l’assemblea déstini ogni anno un ulteriore 10% di utile netto di bilancio a un’apposita riserva — attualmente ammontante a euro 100.000,00 — in conto futuro aumento di capitale.

Tizio, amministratore unico della società Alfa S.p.A., si reca dal notaio Romolo Romani, con studio in Roma alla via Aurelia n. 619 e riferisce che il bilancio è stato approvato tre mesi or sono e richiede di redigere il verbale di delibera dell’assemblea dei soci, tutti presenti, unitamente ai sindaci, per l’aumento scindibile del capitale sociale da euro 500.000,00 a euro 900.000,00 da attuare con le seguenti modalità:

– quanto a euro 100.000,00, mediante imputazione a capitale della predetta riserva;

– quanto a euro 100.000,00, mediante conferimento in natura di un autoveicolo industriale di proprietà del socio Terzo, di stato civile libero;

– quanto ai restanti euro 200.000,00, mediante offerta in opzione ai soci.

L’amministratore unico riferisce al notaio che il socio Secondo intende sottoscrivere in assemblea l’aumento di capitale anche mediante compensazione del credito esigibile di euro 40.000,00 da lui vantato nei confronti della stessa società Alfa S.p.A. a titolo di prezzo a fronte della vendita di un piccolo immobile già stipulata il mese precedente.

Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il verbale richiesto, individuati e dati per presupposti alla data dell’assemblea i documenti necessari, motìvi le soluzioni adottate e tratti, in parte teorica, degli istituti interessati e in particolare della disciplina delle riserve e del diritto di opzione.

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INTER VIVOS

24/11/2016

Tizio, titolare di un’impresa corrente in Roma, dove risiede, è coniugato con Lucilla, dalla quale ha avuto tre figli: Primo, Secondo e il minore Terzo.

Tizio e Lucilla sono legalmente separati, senza reciproci addebiti né obblighi di mantenimento, e Lucilla, che risiede a Milano, è affidataria esclusiva del minore Terzo.

Tizio intende divorziare da Lucilla.

L’azienda è gestita in forma di impresa familiare con i due figli collaboratori Primo e Secondo.

Tizio non intende più esercitare l’attività di impresa e, a tal fine, ha già corrisposto al figlio Secondo quanto a lui spettante ai sensi dell’art. 230-bis c.c. mentre, a egual titolo, deve ancora corrispondere al figlio Primo la somma in denaro di euro 100.000,00.

I soggetti legittimati si rivolgono al notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Arenula n. 1, ed espongono che:

1) Tizio intende trasferire la detta azienda in Roma al figlio Primo, che ritiene il più idoneo a continuare l’attività;

2) contestualmente Primo intende liquidare il fratello Secondo con il trasferimento di una quota di sua proprietà della Gamma S.r.l., con sede in Roma, gravata da pegno in favore della Banca Alfa S.p.A., a garanzia di un finanziamento in corso;

3) Tizio è d’accordo con Primo a liquidare Terzo mediante il trasferimento di un appartamento a uso civile abitazione in Roma, in via Tuscolana n. 1, di proprietà di Tizio.

Tale trasferimento avrà anche l’effetto, per espressa volontà delle parti, di estinguere il suddetto debito di Tizio verso Primo, derivante dalla collaborazione nell’impresa familiare;

4) Lucilla, fisicamente impedita a sottoscrivere, è disposta a prestare il consenso al predetto accordo a fronte di una rendita vitalizia di euro 500,00 al mese.

Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, dati per acquisiti i documenti e i provvedimenti necessari, rediga l’atto richiesto, motivi la soluzione adottata e, premessi brevi cenni sull’impresa familiare, tratti degli istituti aventi diretta attinenza con la traccia e, in particolare, della struttura e natura del patto di famiglia.

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MORTIS CAUSA

25/11/2016

Tizio, cittadino statunitense, da molti anni residente in Italia e che conosce solo la lingua inglese, lingua non conosciuta dal notaio, si reca dal notaio Romolo Romani, con studio in Roma alla via Arenula n. 70, per fargli redigere il testamento in forma pubblica.

A tal fine gli espone le seguenti sue volontà:

a) vuole che al momento della morte il suo testamento sia pienamente valido ed efficace secondo le norme dell’ordinamento italiano;

b) vuole che il figlio Secondo continui a versare la somma di euro 500,00 mensili a favore della prima moglie del testatore, Cornelia, da cui Tizio ha divorziato parecchi anni prima e alla quale tuttora versa un assegno mensile di mantenimento del suddetto importo;

c) vuole lasciare alla sua convivente Turilla il diritto di abitazione dell’appartamento in cui vivono sito in Roma e un assegno mensile di euro 800,00 per tutti il periodo in cui la stessa rimarrà di stato civile libero;

d) vuole attribuire al figlio Secondo sia la quota di legittima sia la quota disponibile;

e) vuole riconoscere al minore Terzo, per il quale il testatore ha appena iniziato il procedimento di adozione, soltanto i diritti di legittima eventualmente spettanti qualora l’adozione diventasse definitiva;

f) vuole lasciare al fratello Mevio l’appartamento sito In New York e il 50% delle quote della Alfa S.r.l. di cui Tizio e Mevio sono unici soci, società titolare di un marchio celebre, costituito dal cognome di famiglia “Delta”, compresi i diritti di sfruttamento economico dello stesso, con divieto di concorrenza a carico di tutti gli eredi.

Tizio, inoltre, si riconosce debitore nei confronti dell’amico Sempronio di una somma di euro 200.000,00 e, qualora tale debito fosse ancora esistente al momento della sua morte, vuole che a garanzia del pagamento di tale somma venga concessa ipoteca sull’appartamento attribuito a Turilla.

Tizio dichiara al notaio che il figlio Primo, premorto mentre era detenuto in esecuzione di una pena di anni 8 di reclusione, ha riconosciuto come suo figlio Filano, al quale il testatore non vuole lasciare alcunché. Tuttavia, qualora Filano fosse suo legittimario, vorrebbe lasciare al medesimo esclusivamente il denaro e i titoli esistenti e relativi al conto bancario intestato a Tizio presso la Banca Gamma S.p.A.

Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il testamento pubblico limitatamente alla stesura in lingua italiana, adeguandolo alle norme inderogabili di legge e in parte teorica giustifichi le soluzioni adottate e tratti del principio della “quota mobile”, del divieto di concorrenza imposto ai coeredi, della costituzione di ipoteca per testamento e delle norme di diritto internazionale privato in relazione alla legge applicabile in materia di successione.


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Tracce concorsuali concorso notarile a 300 posti (D.D.G. 26/09/2014)

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SOCIETARIO

15/04/2015

L’Assemblea dei soci della Alfa S.p.a., con sede in Roma in Piazza di Spagna n. 1, ha deliberato a maggioranza di dare mandato agli amministratori di presentare una proposta di concordato preventivo in continuità che prevede, tra l’altro, la trasformazione della società medesima in società in nome collettivo.

La società possiede un capitale sociale di euro 100.000,00, portato da 10.000 azioni del valore nominale di euro 10,00 ciascuna, così suddivise:

1) Primo possiede 3.000 azioni, gravate da pegno in favore di Filano;

2) Secondo possiede 3.000 azioni in regime di comunione legale con la moglie, Seconda;

3) Terzo possiede 1.000 azioni e si era opposto alla presentazione della domanda di concordato;

4) Quarto possiede 3.000 azioni ed è proprietario di un ingente patrimonio immobiliare.

La società è stata ammessa alla procedura di concordato preventivo, ma non è ancora stato emesso il decreto di omologazione.

Tizio, amministratore unico della Alfa S.p.a., dopo avere indetto regolarmente l’assemblea, si è gravemente ammalato e non può parteciparvi.

A questo punto Primo richiede al notaio Romolo Romani, con studio in via Arenula n. 1, di verbalizzare l’assemblea dei soci che delibererà la trasformazione e, a tal fine, gli precisa:

– che lo statuto della società non prevede particolari maggioranze rinviando alla legge;

– che i soci vogliono inserire nei patti sociali della società in nome collettivo una clausola di continuazione automatica ciascuno a favore dei propri eredi;

– che la società è proprietaria di un bene immobile culturale sito a Roma, soggetto all’applicazione del d.lgs. 42/2004;

– che Terzo è contrario alla trasformazione;

– che Quarto, possessore di 3.000 azioni, è d’accordo alla trasformazione ma, essendo impossibilitato a partecipare all’assemblea, non intende conferire delega ad alcuno.

Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, assunta la documentazione ritenuta necessaria, rediga il relativo verbale, giustificando le soluzioni adottate e illustrando i relativi istituti giuridici.

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INTER VIVOS

16/04/2015

La società Alfa S.r.l. in liquidazione, con sede in Roma, capitale sociale euro 100.000,00, interamente versato, a causa della forte crisi economica verificatasi negli ultimi cinque anni e della esigenza di liquidità, con atto del notaio Enotrio Enotri di Roma, in data 20 dicembre 2014, ha effettuato la cessione dei beni ai creditori convenendo con questi ultimi la nomina di un liquidatore unico nella persona di Tizio, il quale ha accettato.

Gli immobili ceduti ai creditori sono costituiti dai seguenti beni:

a) intero fabbricato da cielo a terra in Roma, via Aurelia n. 200, composto da un unico locale a piano terra, locato alla nota catena di supermercati Zeta S.p.a., e sei appartamenti in elevazione, due per piano, ad uso abitativo, liberi da inquilini.

Il fabbricato venne costruito nella prima metà degli anni sessanta del secolo scorso. Nel 1980 furono realizzate, in assenza di concessione edilizia, sei soffitte sul lastrico solare, per le quali in data 20 novembre 1985 fu presentata domanda di condono tuttora in corso;

b) fondo rustico sito in Magliano Sabina, esteso ettari trenta, condotto in affitto dal coltivatore diretto Sempronio, avente soltanto da due lati, come confinanti, proprietari anch’essi coltivatori diretti.

Le passività della società Alfa S.r.l. in liquidazione ammontano ad euro 600.000,00, di cui euro 400.000,00 nei confronti della Banca Gamma S.p.a. ed euro 200.000,00 nei confronti della Banca Beta S.p.a., crediti entrambi garantiti da ipoteca sull’intero fabbricato.

Primo, vedovo, ha offerto per l’acquisto di tutti i beni oggetto della cessione la somma di euro 900.000,00, a condizione che gli immobili siano liberati da vincoli e qualsiasi formalità pregiudizievole.

Primo intende intestare a sé l’intero usufrutto e alla figlia Seconda, nubile, la nuda proprietà utilizzando esclusivamente denaro proprio.

Mevio, nominato amministratore di sostegno di Seconda e autorizzato a rappresentarla alla stipula di questo atto, si trova attualmente all’estero e non può partecipare alla stipula. Sempronio si è dichiarato disponibile al rilascio del fondo, previa corresponsione della somma di euro 100.000,00, con rinuncia ad ogni altro suo diritto.

Le parti si recano dal notaio Romolo Romani di Roma con studio in Viale Giulio Cesare n. 2 e, rappresentando l’urgente necessità di concludere l’affare, gli chiedono di stipulare l’atto in modo conforme alla loro volontà e alle norme di legge.

Il candidato, dopo aver motivato la soluzione adottata, tratti brevemente in parte teorica degli istituti giuridici di maggior rilievo relativi al caso proposto soffermandosi, in particolare, sugli effetti della trascrizione della cessione dei beni ai creditori.

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MORTIS CAUSA

17/04/2015

Tizio è titolare di un ingentissimo patrimonio, composto, tra l’altro, da numerosi complessi edilizi in Italia e all’estero e da rilevanti partecipazioni societarie.

È sordomuto, sa leggere e scrivere ed è coniugato con Sempronia con la quale ha avuto due figli, Primo e Secondo.

A Tizia è stata diagnosticata una grave malattia con un’aspettativa di vita ridotta a pochi mesi.

Egli si rivolge al notaio Romolo Romani di Roma con studio in via Arenula n. 1, al quale espone le proprie ultime volontà perché vengano ridotte in iscritto in forma pubblica e a tal fine gli espone quanto segue:

1) vuole nominare eredi universali i propri figli, precisando che a Primo ha donato in vita senza dispensa dalla collazione e dalla imputazione la villa in Ischia e a Secondo ha donato con dispensa da collazione e imputazione la villa in Maratea.

Della donazione a Primo vuole che non si tenga conto in sede successoria, mentre vuole revocare la dispensa contenuta nella donazione a Secondo;

2) vuole che Primo e Secondo accettino l’eredità entro un anno dalla sua morte;

3) vuole che alla moglie vada solo ed esclusivamente la villa in Capri o in alternativa la casa di Cortina d’Ampezzo, ma vuole che non viva nella casa in Roma dove abita la famiglia;

4) vuole lasciare la villa di Frascati nella quale ha trascorso felicemente tutta la propria giovinezza all’amico di infanzia Mevio che non dovrà mai disporne o darla in godimento ad altri, dovendo continuare ad impiegare Giacinto come giardiniere fino al suo pensionamento;

5) vuole lasciare l’appartamento in Roma via Aurelia n. 1 all’amico Filano, che in caso di vendita o locazione dovrà preferire Primo;

6) nella cassetta di sicurezza ha lasciato un elenco di nomi di persone alle quali vuole vadano euro 1.000,00 ciascuna, elenco di cui non ricorda il contenuto, riservandosi, peraltro, la possibilità di modificarlo;

7) vuole che con il ricavato della vendita dell’appartamento in Parigi venga acquistato un quadro di Morandi di valore pressoché analogo da destinarsi alla collezione della Galleria di Arte Moderna di Roma;

8) vuole che Catullo, suo debitore di euro 1.000.000,00 da restituire il 30 dicembre 2016, possa pagarla in dieci rate annuali a decorrere dal 1° gennaio 2017, maggiorate degli interessi legali;

9) vuole nominare esecutore testamentario il notaio Romolo Romani al quale vuole lasciare, in compenso dell’attività che eserciterà, il proprio orologio di particolare valore.

Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il testamento sul presupposto della disponibilità di Tizio ad adeguare le proprie volontà alle inderogabili norme di legge, motivando le soluzioni adottate. Illustri brevemente, in parte teorica, gli istituti giuridici che hanno diretta attinenza alle soluzioni adottate.


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