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“Rumors” ed Aggiornamento Concorsi Notarili

A)  Nel concorso notarile a 200 posti di notaio (Bando D.D.G. 27 dicembre 2010 pubblicato nella G.U. n. 3 dell’ 11 gennaio 2011 – 4a serie speciale), le cui prove scritte si sono svolte nei giorni 15, 16 e 17 febbraio 2012, in Roma presso l’Ergife Palace Hotel, sono stati resi noti i risultati degli scritti e 186 partecipanti sono stati ammessi a sostenere gli orali.

Consulta l’elenco dei 186 ammessi agli orali

Le prove orali del concorso per notaio si stanno svolgendo presso il Ministero della Giustizia in Via Arenula 70 dal 21 maggio 2013 e termineranno il 4 luglio 2013:

Calendario prove orali

 

B)  Nel concorso notarile a 150 posti di notaio (Bando D.D.G. 27 dicembre 2011 pubblicato nella G.U. n. 2 del 10 gennaio 2012 – 4a serie speciale), le cui prove scritte si sono svolte nei giorni 14, 15 e 16 novembre 2012, in Roma presso la Nuova Fiera di Roma, sono stati corretti i compiti di circa 650 candidati.

Si vocifera che i risultati degli scritti potrebbero essere resi noti non prima di ottobre 2013 p.v.

 

C)  Il 22/03/2013 è stato bandito un nuovo concorso notarile a 250 posti da notaio (D.D.G. 22/03/2013)

Consulta il bando del concorso

Si vocifera che sarebbero pervenute al Ministero meno di 3.500 domande di partecipazione.

Il diario delle prove scritte, salvo rinvii, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4a serie speciale del 27 settembre 2013: si vocifera che gli scritti del concorso potrebbero svolgersi a novembre 2013.


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Notai: dal 1° gennaio 2014 obbligatorio dotare lo Studio del POS (Point of Sale)

pos

Il Decreto Crescita (18 ottobre 2012, n. 179), denominato “2.0” in sede di Consiglio dei Ministri e diffuso con il nome Sviluppo bis è stato convertito in legge (221/2012) e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18/12/2012 (GU n.294 del 18-12-2012 – Suppl. Ordinario n. 208) ed è in vigore dal 19/12/2012.

POS (Point of Sale) obbligatorio per i Professionisti dal 1° gennaio 2014

Nella legge 221/2012 è previsto l’obbligo per i professionisti di dotarsi di POS (Point of Sale) a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Scatterà pertanto da tale data l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito (bancomat).

In alternativa al bancomat i professionisti dovranno accettare anche le carte di pagamento, se «l’onere posto a loro carico non sia superiore a quello applicato per le carte di debito».

I dettagli sono rimandati ad un decreto interministeriale il quale stabilirà eventuali importi minimi, modalità e termini, anche in relazione ai soggetti interessati.

Lo stesso decreto – dispone la legge – potrà introdurre l’obbligo di accettare ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche mediante tecnologie mobili.

L’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici viene anche introdotto come una misura per il contrasto all’evasione fiscale, messa in atto attraverso la limitazione dell’utilizzo dei contanti.

Nel passaggio al Parlamento è stato specificato nella legge, che per “carte di pagamento” bisogna intendere anche le carte di credito e le carte prepagate.

APPROFONDISCI –> Legge 221/2012

APPROFONDISCI –> Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazione 20/01/2014


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Dl. 69/2013 (Decreto del Fare) ed art. 791 bis c.p.c.: divisione a domanda congiunta affidata ai Notai

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Con l’approvazione del Dl. 69/2013 le procedure divisorie, se non c’è lite tra le parti, potranno essere affidate ai notai (art. 791 bis c.p.c.).

Il “Decreto Legge del Fare” (Dl. 69/2013) cambia il procedi­mento  divisorio attribuendo un maggior ruolo ai notai, i quali  potranno  gestire tutte le operazioni quando non è conte­stato il diritto alla  divisione.

Sino a oggi, infatti, gli articoli 790 e 791 del Codice di procedura civi­le hanno  disposto che se a dirigere le operazioni di  divisione fosse stato delegato un notaio, questi doveva formare il  pro­getto delle quote e dei lotti.

Se le parti non si accordavano sul  pro­getto, il notaio doveva trasmet­tere il processo verbale al  tribunale, il quale, dopo una udienza di comparizione delle parti,  emetteva gli opportuni provvedimenti di sua compe­tenza.

In  ogni caso l’estrazione dei lotti da parte del notaio non poteva avvenire se non  in base a ordinanza del giudice o a senten­za passata in  giudicato.

Oggi, con l’art. 791 bis del Codice di procedura civi­le (introdotto dal Dl. 69/2013), la situazione cambia.

 

ARTICOLO 791 bis – (Divisione a domanda congiunta)

Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali gli eredi o condomini e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione possono, con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio, domandare la nomina di un notaio avente sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione. Se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere trascritto a norma dell’articolo 2646 del codice civile. Si procede a norma degli articoli 737 e seguenti. Il giudice, con decreto, nomina il notaio eventualmente indicato dalle parti e, su richiesta di quest’ultimo, nomina un esperto estimatore.

 

Quando risulta che una delle parti di cui al primo comma non ha sottoscritto il ricorso, il notaio rimette gli atti al giudice che, con decreto, dichiara inammissibile la domanda e ordina la cancellazione della relativa trascrizione. Il decreto è reclamabile a norma dell’articolo 739.

 

Il notaio designato, sentite le parti e gli eventuali creditori iscritti o aventi causa da uno dei partecipanti che hanno acquistato diritti sull’immobile a norma dell’articolo 1113 del codice civile, nel termine assegnato nel decreto di nomina predispone il progetto di divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita. Alla vendita dei beni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative al professionista delegato di cui al Libro III, Titolo II, Capo IV. Entro trenta giorni dal versamento del prezzo il notaio predispone il progetto di divisione e ne dà avviso alle parti e agli altri interessati.

 

Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione. Sull’opposizione il giudice procede secondo le disposizioni di cui al Libro IV, Titolo I, Capo III bis; non si applicano quelle di cui ai commi secondo e terzo dell’articolo 702-ter. Se l’opposizione è accolta il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al notaio.

 

Decorso il termine di cui al quinto comma senza che sia stata proposta opposizione, il notaio deposita in cancelleria il progetto con la prova degli avvisi effettuati. Il giudice dichiara esecutivo il progetto con decreto e rimette gli atti al notaio per gli adempimenti successivi.

APPROFONDISCI –> Dl. 69/2013

 


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Giugno 2013: ultimi Studi del Notariato inerenti al diritto societario e alla riforma del condominio

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Gli ultimi Studi approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato hanno approfondito tematiche relative al diritto societario e alla riforma del condominio:

1) Vendita con riserva di proprietà di quote di s.r.l.

di Alessandra Paolini

Il presente contributo si propone di verificare se sia possibile porre in essere la vendita di una partecipazione in società a responsabilità limitata con riserva della proprietà, nonché, una volta risolta positivamente la prima questione, di riflettere sugli esiti applicativi – pubblicitari e organizzativi – che da tale istituto derivano…

APPROFONDISCI –> Studio n. 99-2012/I

 

2) La riforma del condominio. Prime riflessioni su alcune delle nuove disposizioni di interesse notarile

di Maurizio Corona

Sommario: 1. La legge 11 dicembre 2012 n. 220: entrata in vigore e cenni introduttivi; 2. L’art. 63, quarto e quinto comma, disp. att. cod. civ. e l’art. 1130 n. 6) cod. civ.; 3. Gli artt. 1138, 1130 n. 7) e 2659 cod. civ. e l’art. 70 disp. att. cod. civ.

APPROFONDISCI –> Studio n. 320-2013/C


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Cass. 15305/2013: notaio responsabile anche qualora sia stato esonerato dalle visure

cassazione

“L’opera professionale del notaio non si riduce al mero compito di accertamento della volontà delle parti e di direzione nella compilazione dell’ atto, ma si estende alle attività preparatorie e successive”.

Il notaio anche qualora sia stato esonerato dalle visure risponde per inadempimento della obbligazione di prestazione di opera intellettuale e si rende colpevole del mancato rispetto dei canoni della diligenza ex articolo 1176 comma 2 c.c. e della buona fede.

“Infatti, la lesione del diritto dell’acquirente in relazione alla certificazione dello stato dell’immobile da parte del notaio proprio perché costituisce colpa contrattuale per inadempimento comporta che il notaio deve fare tutto quanto è dovuto al fine di redigere un atto da cui risulti effettivamente la liberazione da ogni vincolo dell’immobile oggetto della compravendita, ossia è il notaio e non altri a dovere rispondere del suo inadempimento”.

“Una volta affermato che l’obbligazione assunta dal notaio relativa alla libertà dell’immobile deve essere da lui adempiuta, indipendentemente da ogni dichiarazione di esenzione manifestatagli dalle parti, ne discende che l’obbligo del risarcimento può essere disposto anche in forma specifica mediante la condanna alla cancellazione del vincolo con il pagamento della somma necessaria a tal fine per il compimento delle richieste formalità, oltre che per equivalente ex art. 2058 c.c., limitando il risarcimento in forma specifica alla sua possibilità in tutto o in parte e alla non eccessiva onerosità per il debitore, da valutarsi da parte del giudice del merito”.

APPROFONDISCI –> il testo della sentenza

 


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Cass. 8 maggio-13 giugno 2013 n.14865: responsabilità del Notaio

Per quanto il contratto di prestazione professionale possa essere stipulato con il notaio da una sola delle parti del contratto rogando, proprio per la suddetta funzione dell’attività del notaio, creditori della corretta prestazione notarile sono poi tutte le parti del contratto redigendo.

In questo caso il contratto di prestazione professionale del notaio, nei confronti della parte che non ha provveduto alla sua stipulazione, svolge gli effetti del contratto in favore di terzo (art. 1411 c.c.), con la conseguenza che quest’ultimo soggetto può far valere direttamente nei confronti del notaio promittente i suoi diritti alla corretta prestazione.

APPROFONDISCI –> Testo della sentenza


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Antitrust: i Consigli Notarili di Milano, Bari e Verona hanno ristretto la concorrenza con la reintroduzione delle tariffe abrogate

ORDINI PROFESSIONALI: ANTITRUST, I CONSIGLI NOTARILI DI MILANO, BARI E VERONA HANNO RISTRETTO LA CONCORRENZA ATTRAVERSO INTESE FINALIZZATE A REINTRODURRE LE TARIFFE ABROGATE DALLA LEGGE

Con le loro deliberazioni hanno cercato di limitare l’autonomia nella determinazione dei compensi da parte dei singoli notai. Per far sì che i professionisti si allineassero alle tariffe indicate hanno minacciato il ricorso allo strumento dei  provvedimenti disciplinari nei confronti di coloro che non si fossero adeguati. Al termine di tre distinte istruttorie comminate sanzioni calcolate sui contributi associativi.

I Consigli Notarili di Milano, Bari e Verona hanno posto in essere tre distinte intese restrittive della concorrenza finalizzate a reintrodurre le tariffe abrogate dalla legge quale parametro di riferimento per la determinazione dei compensi, minacciando provvedimenti disciplinari in caso di mancato adeguamento. Lo ha deciso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, nella riunione del 30 maggio, al termine delle relative istruttorie, ha diffidato i Consigli coinvolti dal porre in essere analoghi comportamenti . Le sanzioni, calcolate sulla base dei contributi associativi dovuti dai notai dei distretti di riferimento per le attività notarili, sono pari a  99.403 euro per il Consiglio notarile di Milano, 10.227 euro per il Consiglio notarile di Bari, e a  20.445 euro per il Consiglio notarile di Verona.

Secondo l’Antitrust i tre Consigli, sia pur con modalità differenziate, hanno in sostanza cercato di vanificare l’intervento liberalizzatore voluto dal legislatore con il decreto legge ‘Cresci Italia’: attraverso il principio dell’adeguatezza del compenso alla prestazione professionale veniva nella sostanza richiesto di ancorare le tariffe praticate alla clientela a quelle ministeriali abrogate dal legislatore. Per garantire comportamenti omogenei, in termini di prezzo, da parte di tutti i professionisti del distretto, i Consigli ricorrevano poi alla minaccia di azioni disciplinari.

Nel corso dei procedimenti istruttori avviati dall’Antitrust i tre Consigli hanno ritirato gli atti finalizzati a reintrodurre le tariffe.

APPROFONDISCI:

Provvedimento relativo al Consiglio Notarile di Milano

Provvedimento relativo al Consiglio Notarile di Bari

Provvedimento relativo al Consiglio Notarile di Verona